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vista su chiusiChiusi è forse la città più importante della remota Etruria. Ricorderemo soltanto il famoso Porsenna e suo figlio Arunte, che fù battuto dai Romani ad Ariccia (506 a.C.). Tito Livio e Dionigi rammentano il celebre Porsenna, il cui valore lo faceva chiamare addirittura "Re degli Etruschi". Colti, amanti della vita nelle sue più splendide manifestazioni, dovettero essere i Locumoni dei quali si trovano le testimonianze nel Museo Civico.
Il primo documento medievale che ci resta di Chiusi è un atto di donazione nel 1191 in cui il Papa Celestino III concede al Vescovo di quel luogo Monte Venere.
Sotto i Medici si tenta di bonificare la Val di Chiana e il territorio intorno a Chiusi e questa città si avvia cosi sempre più ad una valorizzazione. Da quando, nel secolo scorso, furono scoperte le Tombe, non si può sfuggire al fascino di questi luoghi chiusini, perché qui, molto apertamente, si manifesta la civiltà etrusca.
Al principio del secolo scorso fu iniziata la costruzione dell'edificio del Museo Civico; nel 1932 i locali furonochiusi città ingranditi, poi fu danneggiato durante la Seconda Guerra Mondiale. L'allestimento attuale, inaugurato nel 1992, è articolato in tre sezioni. Gli oggetti qui esposti provengono da scavi negli immediati dintorni ed anche per questo rivestono grande importanza; una raccolta di cippi a rilievo, di buccheri e canopi nonchè di iscrizioni sono il suo patrimonio più raro e prezioso.
Dalla porta principale, distrutta durante l'ultima guerra nella sua forma originaria di arco etrusco a tutto sesto, si imbocca Via Porsenna, fiancheggiata sulla destra da qualche edificio di forme medievale e rinascimentali. Al termine della via si allarga la Piazza del Duomo, sotto la quale molto è stato scavato ed esplorato, fino a rintracciare ruderi di un edificio che si credeva fosse abitato da Porsenna. Di fronte alla chiesa è il Palazzo Episcopale con il suo Campanile, la prima parte del quale è del XIII secolo.
La Cattedrale, fondata dal vescovo Fiorentino, nel VI secolo, rifatta completamente nel XII secolo, è stata trasformata nel XIX secolo. L'interno è a tre navate, senza transetto, terminate ognuna da un apside. Le colonne che sostengono gli archi a tutto sesto hanno ciascuna capitelli diversi, provenienti da edifici romani. Nella navata destra si trova una statua del Battista della maniera di Andrea Sansovino. Tra il 1887 e il 1894 la chiesa fu dipinta a finto mosaico da Arturo Viligiardi, secondo schemi iconografici paleocristiani e romanici. Nella Sala Capitolare sono conservati sotto vetrina alcuni importanti codici miniati provenienti dal Monastero di Monte Oliveto Maggiore.
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